Leggi sanitarie: la Lorenzin interviene sul “Testo Unico del 1934” e successive modifiche.

Roma – Sede del Ministero della Salute – Via Ribotta

Tanto per apportare aggiornamenti e modifiche  in materia di sperimentazione clinica di medicinali, di riordino delle professioni sanitarie , di dirigenza sanitaria del Ministero della salute .

Il  vecchio caro “T.U. delle Leggi sanitarie del 1934”. 

E’ appena il caso di una sia pur breve rivisitazione sulle origini della regolamentazione legislativa in materia di Sanità pubblica in Italia.

A 73 anni dalla proclamazione della “Unità d’Italia”,  notoriamente fissata al 17 marzo 1861,  la “Sanità pubblica”  trova la promulgazione di una articolata Legge,  che ne disciplina tutta la materia in maniera puntuale ed organica.

Il “T.U” , un testo legislativo che trova le sue radici generatrici nella specifica  “delega”   stabilita nella “Legge 6 luglio 1933 , n.47” . Quest’ultima, formulata in un unico articolo , stabilisce che “ Il Governo del Re è autorizzato, sentito il consiglio di Stato, a coordinare e riunire in testo unico le disposizioni di legge emanate in materia sanitaria, con facoltà di modificarle e di integrarle, anche in relazione al nuovo ordinamento amministrativo delle Provincie e dei Comuni e delle disposizioni del nuovo Codice penale”.

Se ne evince che la complessa materia,  variamente regolata nei vari “stati” in cui era diviso lo stivale  italico  anteriori alla “unificazione” e quindi alle diverse legislazioni territoriali dei singoli stati,  trova nel “Testo Unico”  una via di razionale, omogenea ed organica legislazione globale di tutta la materia. Tale materia viene delegata all’intero Governo e quindi, per l’applicazione,  alle articolazioni  amministrativo-politiche territoriali.

Non fu certamente cosa semplice realizzarne il complesso articolato legislativo ,  il cui lavoro venne compiuto  dopo un anno, per la definitiva approvazione della Legge con Regio Decreto 27 luglio 1934 n.1265,  quale “Testo Unico delle Leggi Sanitarie” e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 agosto 1934, n. 186.

Un testo comprendente 394 articoli ed otto tabelle allegate, che trova ancora applicazione, ad oltre 83  anni, sia pure con tante modifiche e superamenti legislativi. E’ pur vero che nel corso degli 83 anni il Legislatore  ha provveduto a diversi interventi integrativi e/o aggiornativi e di modifica. Va da sé che ne sia derivata , nel tempo,  minore consapevolezza e linearità conoscitiva delle norme, a discapito di una proficuo  orientamento applicativo nell’ordinaria vita nazionale.

A memoria, riportiamo alcuni dei più significativi interventi legislativi  a modifica/integrazione del T.U. del 1934 .

1 – “La tutela della sanità pubblica spetta al Ministro per l’interno e, sotto la sua dipendenza, ai prefetti e ai sindaci. I servizi di igiene scolastica, ferroviaria, del lavoro, delle colonie e, in genere, i servizi igienici e sanitari, qualunque sia l’amministrazione pubblica, civile o militare, che vi debba direttamente provvedere, debbono, per quanto riguarda la tutela dell’igiene e della sanità pubblica, essere coordinati e uniformati alle disposizioni delle leggi sanitarie e alle istruzioni del Ministro per l’interno” .(*)

(*) Articolo da ritenersi superato per effetto dell’entrata in vigore della l. 13 marzo 1958, n. 296, istitutiva del Ministero della sanità, il cui riordino è avvenuto con d.lg. 30 giugno 1993, n. 266.

Nota: Notevolmente evidenti  i lassi di tempo intercorrenti tra i dispositivi

2 – Agli inizi degli anni”novanta”, in modo graduale ma univoco, viene avviato il processo di professionalizzazione di una molteplicità di professioni sanitarie, ormai cresciute in modo eccessivamente parcellizzato. A seguito di diversi atti normativi tali professioni  vengono regolarizzate, con una  progressiva e cospicua emanazione di decreti ministeriali, ognuno dei quali individuante uno specifico profilo professionale nell’ambito del personale c.d. ausiliario. Con tali interventi normativi viene riconosciuta la possibilità per le professioni sanitarie non mediche di operare in via autonoma, all’interno del campo di azione definito dai rispettivi profili professionali. Tanto è stato possibile per l’avvenuta crescita professionale legata alla Istituzione dei diplomi universitari, attuata con la legge 19 novembre 1990, n. 341, e, successivamente,con  l’attivazione dei corsi universitari, così come disposto dalla riforma bis (decreto legislativo 502/1992).

L’elevata professionalità raggiunta dal personale sanitario non medico, a seguito degli interventi normativi, di  cui sopra, viene quindi recepita dalla legge 26 febbraio 1999, n. 42, recante “Disposizioni in materia di professioni sanitarie”. Ed è proprio tale Legge che determina il giusto riconoscimento professionale all’intera categoria del personale sanitario non medico”..

3 – La Istituzione del “Servizio sanitario” cion articolazione regionale.

Si veda  la “Legge  23 dicembre 1978, n. 833, di istituzione del Servizio sanitario nazionale”  ed il “D. Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 di riforma del sistema sanitario nazionale””.  Notevoli e sostanziali risultano le attribuzioni di responsabilità gestionali e di controllo.

E la Ministro Beatrice Lorenzin  dal T.U. del 1934 ci porta al Senato : 22 dicembre 2017 . Si vota sul suo documento, fortissimamente sostenuto per circa cinque anni . Finalmente si vota. 1

Roma – Aula del Senato – Scorcio

Anno 2017. quasi fine anno e, pAnno 2017, quaser il momento, ultimi superamenti  del longevo Testo Unico. Questa volta ad opera del Ministro On.le Beatrice Lorenzin,  e legati al dettato  “D.L. n. 1324 –B” , con un iter – tra Camera e Senato –  di circa un quinquennio. Già approvato alla Camera dei Deputati, con una tre giorni …   venerdì 22 dicembre u.s. (2017), dopo una gestazione parlamentare di  quasi cinque anni (come sottolinea la stessa presentatrice Lorenzin), è approvato in via definitiva al Senato .

Così le risultanze del voto senatoriale  in aula:  148 i sì, 19 i no e 5 gli astenuti.

Decreto derivante dalla  Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute”.

 Si interviene così,  tra l’altro:

  • all’ applicazione e diffusione della “medicina di genere nel Servizio sanitario”;
  • alle “Procedure di controllo del dolore nella fase travaglio-parto” ;
  • allo “Aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza sanitaria” ;
  • al riconoscimento dei tecnici di radiologia, degli infermieri e dei fisioterapisti, nell’ambito di un riassetto degli Ordini professionali (per altro includendo le professioni di osteopati e chiropratici);
  • alla riforma del “Comitato strategico delle linee guida”;
  • al contrasto all’esercizio abusivo di professioni sanitarie;
  • al lo inasprimento delle pene per l’uso della violenza nel trattamento di anziani e minori;
  • e a quant’altro.

Integrazioni legislative necessarie indubbiamente per colmare vuoti legislativi su materie e campi di azione sopravvenuti  e decisamente importanti nell’ormai ordinario estrinsecarsi delle attività sanitarie.

        L’intervento della Ministro Lorenzin , indubbiamente , evidenzia la necessità  di riorganizzare nel suo complesso la sanità italiana.

 

La Ministro si augura , per quanto riguarda l’ Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) in cui l’innovazione è di enorme rilevanza, che si possa  essere concretamente competitivi e attrattivi.

Il processo di riassetto e riorganizzazione dei comitati etici, fa diventare Aifa centrale e consente all’agenzia di semplificare le procedure permettendoci di garantire tempi certi e risposte concrete ai ricercatori e agli stakeholder coinvolti nel processo di sperimentazione clinica” . Di tanto l’On. Lorenzin è convinta.

Da comuni mortali e spesso utenti  insoddisfatti  del “Servizio sanitario”  restiamo attenti  alla evoluzione possibile dell’intero  sistema  … con “il responso prossimo dei tempi” .

Non illudiamoci. Ci sarà tanto da fare sul piano legislativo e regolamentare. Dipenderà dalle capacità dei  “Funzionari”   ai vari livelli istituzionali.

Dipenderà dai “Politici” eletti e destinati alle Sedi rappresentative elettive. Dipenderà dai “Ministri e Sottosegretari”  nominati alla reggenza coordinata e fattiva dell’intero “ Governo”.

Dipenderà dalla oculata e responsabile elezione di Deputsti, Senatori e altre cariche elettive regionali e comunali.

Dipenderà dalla scelta oculata dei  nostri rappresentanti  elettivi  ad ogni livello.

Napoli, 25 dicembre 2017 –  Gerardo Nigro