Farmacia: difesa ad oltranza di privilegi ed esclusività.

Invasione di spazi commerciali e conquiste di mercato.

Eticità e responsabilità prevaricate a ritmo continuo: il farmaco sotto l’egida del  “Dio Danaro”.

La nostra motivazione.

Di buon grado diamo evidenza alla pubblicazione e diffusione del  “Comunicato stampa di Conasfa”.

Riguarda un argomento che da anni viene aggredito da pressapochismo etico-culturale, che non rende onore al “bene farmaco”: un “bene” inscindibile dalla precipua finalità  cui compete per il raggiungimento del connesso “bene salute”.

Una pubblicazione, anche quella odierna, nel nostro stile non di incalliti  “Direttori di testate” (che rispettiamo per la loro professionalità). Ci riteniamo consapevolmente semplici cittadini, che sentiamo l’impegno di vivere il quotidiano scorrere del tempo alla luce di una sia pur modesta cultura ed eticità. E ciò come ci deriva acquisito e maturato,  proprio dal costante  esercizio di vita, in un ampio lasso di tempo corrispondente al nostro … vicino ottantennio .

Una vita guidata essenzialmente da un individuale consolidato  “libero arbitrio”, derivatoci dal mutare della personale esperienza, in un contesto di parametri e paletti  ambientali, temporali e culturali.

Un comportamento civico – il nostro – derivatoci da un medio acculturamento,    acquisito in un vigile navigare proprio nel soggettivo nostro contesto ambientale geografico, socio economico, culturale, politico, professionale e familiare.  

Tutto ciò, razionalmente e sentimentalmente, ci induce a vedere “strane,  deleterie e pericolose”  le forti e ricorrenti spinte di “liberalizzazione del bene farmaco”.

Liberalizzazione come modernità di acquisizione di un bene?

Liberalizzazione come umana conquista di libertà in senso lato e, quindi, scevra da ogni limite condizionante?

Come se i “limiti” non siano l’espressione della umana responsabilità di pensiero, posta al servizio della intera umanità, così composita nei milioni di essere umani… per non dire negli infiniti miliardi di esseri viventi.

E non ci si accorge che la complessa spettacolare varietà dello  incommensurabile “sistema” in cui l’uomo è immerso va rispettata nel suo equilibrio, che ne ha consentito la durata evolutiva – e conservativa – nel tempo. .. infinito a tutt’ora.

Liberalizzazione irresponsabile quella che pressantemente, da decenni,  viene spinta da più o meno noti  “pseudo poteri-forti” , miranti alla realizzazione di sempre nuovi arricchimenti egoistici.

Si utilizza ripetutamente la tendenziosa  etichetta: “ Combattere nicchie  di esclusività commerciale” (quelle della farmacia) … Sempre e soltanto per impossessarsene  ad uso esclusivo, forti del prevaricante e non  condizionabile dominante potere economico.

Non ci si accorge che i tentativi di etichettare impropriamente le “professioni” con improprie aggettivazioni  economiche-commerciali   ne determinano lo svuotamento, lo svilimento  verso il completo disfacimento,  proprio della parte nobile, cioè delle specifiche caratterizzazioni etico-culturali che le  contraddistinguono e le nobilitano da sempre.  

Come etichettare invece la frenetica voglia di  “liberalizzazione della farmacia”  che, da oltre un cinquantennio, pervade ben individuabili ambienti (commerciali?) attraverso spinte-grimaldelli in determinati e ben individuabili “rappresentanti politici”, spesso ignari della materia o attratti da discutibili /riprovevoli calcoli di scambio o personale utility ?

 Aspettativa auspicabile?

 Utility per il sistema Farmacia salutare?  Riteniamo che univoco debba essere l’ indirizzo  risultante da adeguate fondamenta direttive empiriche e teoriche per i  processi di riforma delle civili istituzioni economiche. Ed altrettanto riteniamo necessiti uno sguardo attento ai risvolti in termini di leadership industriale, capacità innovative, produttività efficiente. Il tutto proiettato verso una costante modernizzazione del “welfare system” ,comprendente  l’innovazione scientifica e tecnologica.

E che dire delle trasformazioni del mercato del lavoro in sintonia con il progresso innovativo?  Né dovrà mancare la continua  corretta ’”analisi d’impatto delle politiche pubbliche”,  in un contesto speculativo e legislativo ,  che sia espressione di una competente pluralità di attori. E ciò a ché si dia  corpo sostanzioso e pertinente  al “system” , nel massimo grado possibile di rispondenza,   per il fondamentale “raggiungimento del proprio obiettivo cardine  “Salute pubblica” .

Ringraziamo Conasfa che ci ha determinati, ancora una volta, ad una riflessione, sia pure sommaria, sul tema “Salute e farmacia” . Ci auguriamo che possa trovare la necessaria ampia responsabile comprensione e valutazione.

Napoli, 9 febbraio 2017  –  Gerardo Nigro 

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MONEY-MEDICINE

Il “Comunicato Conasfa”.  

Firenze, 6 febbraio 2017

CONASFA: NON SCINDERE IL BINOMIO FARMACO-FARMACISTA

Conasfa dissente sulla proposta di Federfarma di poter vendere specifici farmaci da banco di uso comune, anche al di fuori delle farmacie, e senza la presenza obbligatoria di un farmacista.

Scindere il binomio farmaco-farmacista, quale attuale garanzia per la tutela della salute del cittadino, andrebbe a solo vantaggio dell’industria farmaceutica desiderosa di ampliare i fatturati dell’otc e costituirebbe un imperdonabile colpo di spugna al diffuso fenomeno dell’abusivismo professionale in farmacia.

Così facendo si metterebbero a repentaglio migliaia di posti di lavoro per i farmacisti collaboratori, in un momento già molto critico dal punto di vista occupazionale.

Conasfa ritiene che gli attuali negozi di vicinato o parafarmacie non debbano essere eliminate, fermo restando che le stesse non devono comunque essere trasformate in farmacie.

A nostro avviso al momento le priorità del nostro settore sono costituite dallosblocco delle assegnazioni delle sedi farmaceutiche del Concorso Straordinario,e il rinnovo del CCNL per i dipendenti di farmacia privata con il riconoscimento della valenza sanitaria della professione del farmacista.

Area Comunicazione CONASFA

 

Gerardo Nigro

Farmacista, pensionato.